Svuotata la grande cisterna del Collegio: tante sorprese
Si sono conclusi i lavori di svuotamento della cisterna dei sotterranei del Collegio Raffaello, il locale scoperto lo scorso luglio accidentalmente durante dei lavori di riqualificazione di un esercizio commerciale in via Cesare Battisti. In accordo con la Soprintendenza archeologica e grazie alla ditta Cesena Spurghi, ci sono voluti quattro giorni per svuotarla interamente, e non sono mancate le sorprese.
Le dimensioni, il fondo e le vene
Il pavimento della cisterna è stato raggiunto in ritardo rispetto alle previsioni perché si è rivelata più profonda di quanto si ipotizzava. Circa otto metri di altezza, che ne fanno la cisterna antica più grande della città. Oltre all’altezza, ha lasciato sorpresi i tecnici il fondo: la cisterna non ha pavimento, non è rivestita nel lato inferiore. Si appoggia direttamente sulla roccia marnosa, che tra l’altro ha un gradone che rende una metà del pavimento più bassa dell’altra. “In pratica è un pozzo cisterna – evidenziano i tecnici e gli speleologi che hanno seguito i lavori – ovvero una grande cisterna concepita però come un pozzo, cioè realizzata scavando fino a trovare la vena”, e infatti di vene che alimentano la cisterna ce ne sono diverse, a varie altezze. In questi giorni invernali l’afflusso è di circa un metrocubo d’acqua all’ora.
L’epoca e gli oggetti trovati
“Le pareti, tutte in mattoni uniformi, non lasciano dubbi sul fatto che sia stata edificata nel Settecento con l’edificio”, spiega l’archeologa Agata Aguzzi, che ha seguito lo svuotamento. Pochi e tutti di inizio Novecento i reperti emersi dal fango: una parte di pompa idraulica, un orcio e un tegame in terracotta, una lampada, alcuni frammenti di ceramica e un bel secchio in legno e metallo in ottimo stato di conservazione. Nelle prossime settimane il Legato Albani ha in previsione di installare una vetrata calpestabile per rendere visibile a tutti la cisterna.