Scoperta una enorme cisterna sotto il Collegio

La notizia ormai si è diffusa a macchia d’olio, tanto era interessante e inedita: è stata scoperta a metà luglio una cisterna d’acqua nelle viscere del palazzo del Collegio Raffaello. Ripercorriamo quindi le tappe di questo straordinario ritrovamento.

Venerdì 4 luglio 2025, durante dei lavori di ristrutturazione di un locale all’inizio di via Battisti, gli operai che stavano lavorando al pavimento si sono accorti, scavando verso il sottosuolo, che vi era un buco. Allargando, si sono resi conto che non era un piccolo vano, ma qualcosa di ben più grande. “La scoperta non è di poco conto – spiega Giorgio Londei, presidente del Legato Albani – e grazie alla ditta Cialdini che sta eseguendo i lavori abbiamo deciso di esplorare il vano. E ciò che è emerso è un locale molto grande, una cisterna di 22 metri quadri, alta quattro metri, di cui tre pieni di acqua”.
Sono stati informati l’ufficio tecnico del Comune, la Soprintendenza e il Gruppo Speleologico urbinate che ha ispezionato il locale, una volta che è stata aspirata l’acqua. L’ambiente, costruito nel Settecento nell’ambito delle fondamenta del grande palazzo del Collegio, ha due buchi d’uscita per il ‘troppo pieno’ e altre bocchette di afflusso, di cui due continuano incessantemente a emettere acqua. Di certo c’è che si tratta di una delle cisterne più ampie di Urbino. La chiusura della cisterna dovrebbe essere avvenuta nel secondo dopoguerra, quando già da alcuni decenni, grazie all’allaccio all’acquedotto, pozzi e riserve d’acqua erano divenute sempre meno utilizzate.

I rilievi del GSU hanno appurato nei giorni successivi che la stanza è larga circa 4 metri per 5, ma è molto più alta di quel che si pensava: infatti l’attuale piano di calpestio è ricoperto di fango e calcinacci, che andranno rimossi, e che potrebbero far scendere la quota di almeno un metro e mezzo, ma forse di più. Inoltre è stato scoperto un pozzo murato, che serviva ad attingere acqua per gli usi del palazzo. Nel frattempo, analisi sull’acqua che sgorga dalle pareti della cisterna, hanno svelato che potrebbe trattarsi di acqua di vena, ma di scarsa qualità.

Oltre alla grande cisterna, vi è anche un lungo cunicolo che potrebbe svelare ulteriori segreti. Il Gruppo Speleologico ha ispezionato la condotta e effettuato dei rilievi all’interno di essa, per meglio collocarla nella topografia cittadina e analizzare i rapporti reciproci con la cisterna. Sotto via Cesare Battisti infatti, nel primo tratto, non lontano dalla piazza, corre un cunicolo abbastanza rettilineo, ristrutturato a inizio Novecento, ma la cui prima costruzione era forse di epoca romana, che per metà del suo percorso in realtà non si trova sotto la via ma sotto il palazzo del Collegio. Il cunicolo è largo e ispezionabile, ma ad un tratto, a circa dieci metri dalla cisterna, si interrompe per diventare assai più piccolo. Gli speleologi continueranno nei prossimi mesi gli studi per approfondire sempre di più la funzione di questo tunnel e le relazioni con la cisterna.