Un nuovo punto turistico con due pannelli per scoprire la torretta dell’osservatorio
Al Collegio Raffaello si ampliano i punti d’interesse turistico per cittadini e visitatori: dopo il pozzo datato 1710, riqualificato e aperto al pubblico lo scorso ottobre, ora tocca alla torretta dell’osservatorio meteorologico.
Entrando nel cortile del palazzo settecentesco, sul primo pilastro a sinistra ora ci sono un pannello e una targa. Il punto non è casuale: proprio da lì è facile vedere una torretta svettare sul tetto dell’edificio. Si tratta della stanzetta fatta edificare nel 1855 da Alessandro Serpieri (1823-1885) come sede dell’Osservatorio Geofisico da lui fondato. Ora cittadini e visitatori possono dunque scoprire tutti i segreti di quella piccola torre, del perché sia lì e per cosa veniva utilizzata. Gli strumenti che venivano custoditi da padre Serpieri al suo interno oggi sono tutti visibili nel Museo del Gabinetto di Fisica, ubicato al primo piano del Collegio.
Il pannello, in italiano e in inglese, è stato realizzato con la stessa grafica del primo pannello dedicato al pozzo: “Si amplia così la serie di punti d’interesse turistico denominati ‘SCOPRENDO IL COLLEGIO RAFFAELLO’. Ma non sarà questo l’ultimo: abbiamo intenzione di realizzare intanto un pannello dedicato alla cisterna nei sotterranei, da poco svuotata, e poi sicuramente ne seguiranno altri”, dichiara il presidente del Legato Albani Giorgio Londei.
Ma nel pilastro c’è, oltre al pannello, anche una targa in ottone che (sempre in italiano e inglese) attesta la plurisecolare attività di osservazione dell’Osservatorio Meteorologico. “Si tratta di una copia fedele della targa originale che è custodita nella sede dell’università dal 2018 – spiega Piero Paolucci, dell’Osservatorio Serpieri – infatti l’osservatorio che ora porta il suo nome, continua ad operare dal 1° gennaio 1943 sui tetti della sede centrale dell’ateneo, in via Saffi, ed è gestito dall’Università. La targa era stata realizzata dal Comitato Nazionale per il bicentenario di padre Serpieri, con il contributo del Ministero della Cultura”.